Erzegovina in auto
Rete stradale
La rete autostradale dell'Erzegovina è molto più limitata di quella italiana. L'autostrada A1 verso Mostar ha tratti a pedaggio con tariffe al chilometro, pagate in contanti o con carta ai caselli tradizionali, un sistema diverso dal Telepass a cui molti automobilisti italiani sono abituati. Al di fuori di questi tratti, ci si muove quasi esclusivamente su strade a due corsie che seguono le valli fluviali attraverso il carso calcareo. La M17, arteria principale tra Mostar e Sarajevo lungo la gola del Neretva, è lenta, con camion frequenti, corsie strette e pochi punti di sorpasso. Le strade secondarie possono essere dissestate, con buche diffuse dopo l'inverno. Le tariffe dei pedaggi cambiano nel tempo, quindi conviene verificarle prima di partire.
Le regole di guida valgono su tutto il territorio. Il limite di velocità è 50 km/h nei centri abitati, 80 km/h sulle strade extraurbane e 130 km/h in autostrada. I fari devono essere accesi sempre, indipendentemente dalle condizioni di luce. Le gomme invernali o le catene sono obbligatorie dal 15 novembre al 15 aprile. Il limite alcolemico è 0,03%, praticamente tolleranza zero: niente alcol prima di mettersi al volante. I posti di blocco della polizia sono frequenti e gli agenti chiedono regolarmente patente, libretto e prova di assicurazione. Chi entra dalla Croazia deve assicurarsi che la propria polizza copra la Bosnia ed Erzegovina, eventualmente con la Carta Verde.
Chi arriva dall'Italia è abituato a valichi alpini impegnativi, ma il confine con il Montenegro vicino a Trebinje, sulla strada da Podgorica o dalla Baia di Kotor, presenta una particolarità diversa: si tratta di un confine extra-Schengen con controlli sistematici dei documenti, qualcosa che sulle strade interne italiane non esiste più da decenni.
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